All posts by BiggMatt

Nexus 10: un tablet straordinario

E’ ufficiale, il tablet da 10 pollici “pure Google” è arrivato. Si chiama Nexus 10 come sapevamo un po’ tutti dai cento milioni di rumor ceh avevamo volentieri appreso durante queste settimane, ed è un mostro. Seriamente, pochi scherzi.

A voi un elenco delle caratteristiche, dopo i commenti:

  • Sistema operativo Android 4.2 Jelly Bean
  • Display da 10 pollici con risoluzione 2560×1600, 300ppi
  • Read more…

Android 4.2: tutte le novità

Per oggi, 29 Ottobre 2012, era stata annunciata la grande presentazione di novità made in Google, ma a causa dell’uragano Sandy l’evento è saltato. La sicurezza delle persone prima di tutto. Quindi niente conferenza. Tutto ciò però non ha demoralizzato Big G e un po’ su tutti i siti correlati ad Android sono visibili le novità che sarebbero state conclamate oggi. Sono ufficiali il Nexus 4 di LG, uno smartphone top gamma con prezzo a partire da 299 dollari (quanto costa il nuovo iPhone?); il Nexus 7 con memorie più capienti ed antenne 3G; il tablet Nexus 10; Android 4.2. Vi parlerò quì di quest’ultima perla, gli altri verranno discussi in altri articoli. Quì una panoramica migliore.

Android 4.2 mantiene il nome in codice di Jelly Bean, forse per Google l’aggiornamento non era abbastanza succoso da giustificare un nuovo nickname. Ma giudichiamolo insieme. Read more…

Microsoft Surface: ora non solo mele e droidi tra i tablet

Read more…

Il processore del Nexus 10 straccia la concorrenza

Il nuovo tablet Android che sarà presentato a breve, il Nexus 10, è sulla bocca di tutti. Sarà la vera risposta di Google ai 10 pollici dell’iPad, non il Mini, ma quello vero.

Il processore in questione si chiama Exynos 5 Dual 5250. Ha destato scalpore il fatto che Read more…

Le mezze verità di Apple sull’iPad Mini

I keynote di tutte le case produttrici di smartphone sono abbastanza strani, in quanto presentano il proprio prodotto come rivoluzionario e inimmaginabile, quando in realtà non è il caso. Ricordo la vecchia conferenza di presentazione del Galaxy S3, tanta saccenza, tanta pressione sul “a misura d’uomo”, tanta ostentazione della “naturalità” dell’oggetto a forma di pietruzza con l’acqua sul display. Voglio uno smartphone, non un acquario!

Quello di Apple mi ha inoltre fatto (ri)pensare quanto queste conferenze siano in realtà delle farse, degli eventi mirati per non dire nulla e scatenare soltanto hype. Read more…

Perchè l’iPad Mini è un flop

Ieri sera è stato presentato l’iPad Mini di Apple. Tralasciando il fatto che la conferenza non era visibile a nessuno, se non si possedesse una Apple TV (scelta opinabile a mio avviso) e che quindi siamo venuti a sapere delle caratteristiche di questo oggetto soltanto da terzi, passiamo velocemente ad elencarne le caratteristiche hardware. Si commenterebbero da sole, ma uno sforzo lo farò.

  • Display da 1024×768 su una diagonale di 7.9 pollici IPS
  • Processore A5 dual-core
  • Fotocamera anteriore da 720p e posteriore da 5 MP
  • Connettività Wi-Fi, 4G (tra un mese con i nuovi modelli più costosi), Bluetooth, connettore Lightning
  • Batteria da 10 ore di autonomia
  • 512 MB di RAM
  • Memoria interna da 16, 32, 64 GB

Vediamo un po’. Vista la diagonale di 7.9 pollici dovrebbe andare ad inserirsi nella fascia di mercato occupata dai vari Nexus 7, Kindle Fire HD, e compagni minori. Ma lo fa in modo sbagliato.

Innanzitutto il display è un pollice più grande di quegli altri, ma la risoluzione è minore (1024×768 contro 1280×800 del Nexus 7, seguirà un confronto dettagliato comunque in un altro articolo). Ciò significa che rispetto ai concorrenti presentati anche un anno fa è meno definito. La risoluzione è quella dell’iPad 2, un po’ vecchiotta. Risulta però leggibile e in linea di massima all’altezza di Apple (siamo tuttavia lontani dai Retina Display).

Il processore è potente quanto basta.

Ora cominciano i problemini… La connettività è quella Apple, manca di una qualsiasi porta USB, anzi vi è il nuovo connettore Lightning che comporta l’acquisto di adattatori costosissimi. Dimenticatevi anche di poterci attaccare memorie flash, visto che l’OS non lo permette.

Le fotocamere ci sono, ma sono utili? Ho sempre ripetuto più volte che fare una foto con un tablet è una cosa da pazzi. E’ come mescolare un caffè con un mestolo da minestra. Quella anteriore va bene, ma la posteriore è inutile. Solo un costo aggiuntivo.

La durata della batteria viene data in ore di utilizzo, ma non ci sono dati riguardo l’amperaggio vero e proprio. Cosa significa? Che Apple non vuole farci sapere se realmente la batteria sia paragonabile o meno alla concorrenza, e che sarà necessario farne prove di stress per capire quanto essa duri realmente.

Lo storage è dignitoso, 16, 32, 64 GB sono le alternative che il mercato chiede. Quindi non ci sarebbero problemi, giusto? NO. Arriverò dopo a chiarire il concetto. Indizio: il prezzo.

Ma il più grande cruccio che questo iPad Mini mi provoca è la memoria RAM. 512 Mega Byte. La concorrenza si avvia verso i 2 Giga, quì se ne avrà a disposizione solo un quarto. Ciò si traduce in meno reattività, minor numero di apps aperte contemporaneamente, difficoltà nel caricare oggetti importanti come video dalla rete o mappe per la navigazione. E i giochi, stessa storia.

Ed il form factor? Ad una prima occhiata paragonandolo ai concorrenti si potrebbe pensare che i bordi laterali così ridotti siano un bene, che ne aumentino l’usabilità. Caspita, le dimensioni sono uguali (quasi) ad un Nexus 7 ma il display ha un pollice in più di diagonale! Sbagliato! I bordi laterali sono pensati per poter tenere il tab con una mano e poterlo leggere senza avere il pollice che preme a caso sullo schermo. Una sorta di zona franca dove poter poggiare le dita senza combinare pasticci. L’iPad Mini, no, sarà scomodissimo da tenere in mano, assicurato.

Tutto ciò che ho detto fino ad ora potrebbe sembrare decontestualizzato, ma va inquadrato nel range di prezzi che questo tablet si propone. La versione da 16 GB costerà 329 dollari, in Europa 329 euro, con cambio 1 a 1 che viene applicato in questi casi. Sono 70 euro in più dei concorrenti! E per cosa? Per una risoluzione minore, una fotocamera inutile, necessità di usare adattatori per il Lightning, necessità di usare iTunes (ce ne dimentichiamo sempre ma è una palla al piede immensa), 512 MB di RAM e difficoltà di utilizzo con una mano. Poi chiaramente le versioni da 32 e 64 GB arrivano a 429 dollari e 529 dollari rispettivamente. Il costo dei migliori tablet da 10 pollici Androidi… Devo dire altro?

VIA

Zaxxon Escape, un gioco stupefacente

Ci fossero 10 stelle sul Play Store per dare un giudizio sulle applicazioni, a Zaxxon Escape ne avrei date 15. Magari coi numeri esagero ma con il mio giudizio verso questo gioco non è questo il caso. E’ un giocone. Da avere su qualsiasi Android device purchè esso sia capace di farlo girare.

I videogiocatori più adulti forse ricorderanno di Zaxxon, un videogioco SEGA del 1982 in cui a bordo di una navicella bisognava farsi strada attraverso una base nemica e distruggerne il cuore. Il gioco di cui parlo oggi, Zaxxon Escape è il seguito di quello lì, bisogna infatti guidare la propria astronave attraverso quegli stessi tunnel, ma bisogna scappare dall’esplosione della base assaltata. Nell’immagine in alto si vedono 3 screenshot che ho fatto in game. A partire da sinistra sono la schermata di caricamento, una screen di quello che vedrete durante una partita. e a destra una snapshot del video di presentazione,

I comandi sono semplici da capire, ma difficili da attuare. La vera forza del gioco sta proprio in quello. Un trascinamento in una delle direzioni indicate da delle frecce (quando diventano verdi) farà virare la navetta, un tap sullo schermo farà sparare un missile che distruggerà ostacoli o attiverà bonus. Sembra facile, vero? Beh bisogna fare tutto ciò mentre si evitano gli ostacoli presenti nei tunnel ruotando il telefono. Inoltre durante la partita raccoglieremo delle monetine, l’attuale currency in game, che permetterà di comprare bonus, nuove navicelle, e upgrade in generale. E’ anche possibile acquistare queste monetine usando soldi veri attraverso il market del gioco.

E’ il mio gioco preferito, senza dubbio uno dei migliori che abbia mai provato, se non il migliore. Addio alla noia di Angry Birds, alla divertente ma ripetitiva macellazione di frutta di Fruit Ninja. Zaxxon Escape da frenesia, è veloce, si muore un sacco, si ride di più. Costa 91 centesimi, ne varrebbe 5, di euro.

LINK al Play Store

Tablet, come scegliere? [Parte 4, ultima]

In questa quarta ed ultima parte dell’articolo “Tablet, come scegliere” faccio un po’ di chiarezza sui materiali ed infine una piccola parentesi sul prezzo dei tablet. Con questi due punti finisce la serie, a voi:

- Quinta scelta: i materiali?
Metallo o Plastica? Policarbonato o Kevlar? Qui non c’è tanto da discutere, bisogna soltanto tenere a mente che la plastica se premuta scricchiola, da quel senso di cheap, giocattoloso, che può dare fastidio. Ma rende il tablet più leggero e se si rompe il pezzo di ricambio costa molto meno.
Il metallo si graffia. E un’ammaccatura sul metallo ce la teniamo a vita, o spendiamo bei soldini per cambiarlo.
Fate attenzione alla presenza del Gorilla Glass, o Corning Glass, che è un vetro particolare con durezza superficiale molto alta, sostanzialmente antigraffio. E non pensiate che un vetro normale trattato bene non si graffi. Succede anche se lo usate coi guanti di velluto. Per i tablet come per gli smartphone, Gorilla Glass unica via.

- Sesta scelta: quanto voglio spendere?
Questo è un argomento da non sottovalutare. Non per farci i conti in tasca l’un l’altro ma perchè “il tablet che voglio comprare vale davvero tutti quei soldi”? L’iPad costa di più di quel che vale. Semplice e conciso. Il Nexus 7 invece è quasi quasi a prezzo di costruzione. I concorrenti possiamo facilmente inquadrarli paragonandoli a questi due, guardando dimensioni, hardware, brand e quant’altro. Ad esempio: l’ultimo tab di Samsung da 7 pollici come hardware è uguale al Nexus 7, ma costa 50 euro in più!

Ma alla fine… il tablet è davvero qualcosa di realmente utile e necessario? Utile sì, permette di fare alcune cose che senza… non potremmo fare (Cpt. Obvious for the resque). Meglio di uno smartphone per certi versi, meglio di un pc portatile per altri, ma anche limitato confrontato ai primi ed ai secondi. Necessario forse no. E’ un oggetto di intrattenimento, ma il fatto che non si possa mettere in tasca ne limita gli usi. Uno smartphone può essere necessario nel terzo millennio, un tablet è un po’ un bel giocattolo, bellissimo, di cui potremmo fare a meno. Ma io lo compro uguale.

Ringrazio nuovamente Ivano Monti per la richiesta di quest’articolo, che ho dovuto suddividere in più parti perchè era uscito di dimensioni ciclopiche. Spero vi sia piaciuto e vi invito a visitare la nostra pagina di Facebook, e magari a farci qualche richiesta per articoli futuri!

Google Search con le Gestures, alla faccia di Apple

Non tutti ricorderanno, forse solo i lettori più fedeli, quanto ero furente quest’estate quando parlavo delle dispute legali tra Samsung e Apple. Il giudice era sempre Lucy Koh, ma non aveva ancora emanato il famoso verdetto da un miliardo di dollari e spiccioli che la casa coreana ha dovuto pagare a quella americana, si trattava bensì di processi antecedenti. Quelli che risultarono nel ban dal mercato oltreoceano per il Galaxy Nexus, che infrangeva il brevetto sulla barra di ricerca, insomma.

Sostanzialmente Apple deteneva il brevetto sulla ricerca totale che scrivendo in un unico spazio permetteva di cercare in tutti i campi dello smartphone, tra le apps, la rubrica, i preferiti, i documenti. Subito dopo se ricordate intervenne Google in “persona”, per aiutare la compagna di giochi Samsung a non vedere bandito uno dei suoi telefoni di punta, sia perchè aveva intenzione di salvare il proprio Nexus portabandiera. Provvide ad una patch correttiva per Android Jelly Bean che toglieva questa feature di ricerca e limitava la barra alla sola apertura della pagina Google. Ma Google è furba.

Ha risposto infatti con l’app chiamata Google Gesture Search sul Play Store che semplicemente fa la stessa cosa della barra di ricerca, ma è un’applicazione e Apple non può bannare nessuno smartphone per essa. E’ un’app straordinaria, alla faccia di Apple che tenta di fermare i concorrenti con il tribunale, Google risponde con l’innovazione. Come vedete nelle immagini sopra basta la gesture con il dito, che mima una lettera, per avviare la ricerca in tutti i campi che voi preferite. Volete che ricerchi solo nella rubrica, piuttosto che solo nelle apps o nei bookmarks? Nelle opzioni potete decidere voi. Il funzionamento è ottimo, nessuna esitazione a parte il check delle app installate e della musica quando si cambiano le impostazioni, bisogna soltanto abituarsi a scrivere le lettere in certi modi: scrivere la Q, la G ed il 9 può essere complicato la prima volta ma imparando si fa senza problemi.

Ovviamente app consigliatissima, da mettere al centro del display del proprio smartphone e da stressare all’inverosimile.

LINK al Play Store per Google Gesture Search

Tablet, come scegliere? [Parte 3]

Nella puntata di oggi della serie “Tablet, come scegliere?” darò uno sguardo d’insieme sul il lato hardware dei tablet. Senza entrare troppo nel dettaglio, visto che nè voi nè io siamo interessati a ciò, ma cercando di consigliare e di aiutare a pensare nel modo corretto. Andiamo!

- Quarta scelta: e per l’hardware?
Porte usb, LTE, NFC, Wi-Fi, IRDA, BT… sigle. Sigle everywhere. Quali sono le caratteristiche hardware che un tablet deve avere, quelle che un tablet è simpatico che abbia e quelle che non c’importa?
Da buon androidiano direi che la porta usb (micro, mini, qualsiasi) deve esserci. Questo perchè un adattatore da 2 euro su ebay consente di usare qualsiasi cavo per la comunicazione tab-pc e permette di collegare al tablet qualsiasi memoria flash usb. Quindi automaticamente verrebbe escluso l’iPad, che con la nuova porta Lighning taglia fuori tutti i gadget e impone 40 euro di adattatore… oooooops!
L’LTE in Italia ora non esiste. Punto. Comprare un tablet abilitato alle comunicazioni LTE è uno spreco di danaro, visto che per qualche anno ancora non se ne parlerà, e poi la copertura per altri anni sarà pessima. Inoltre ci sono hotspot wifi dovunque…
Quanti core per il processore? Quanti GB di RAM? Lì diciamo che più ce n’è meglio è, chiaramente come spendi mangi…
La memoria interna non è così importante come può sembrare, visto lo stretto rapporto del tablet col cloud. 8 GB di memoria interna sono pochi, 16 e magari 32 sono ottimi, 64 già troppi (considerando il peso delle applicazioni di oggi e del numero medio di app che l’utente installa). Il tablet ha accesso veloce ad Internet, e servizi come Dropbox, Google Drive, iCloud etc ampliano la memoria a piacere, anche gratis. Io stesso tutte le foto del mio telefono le carico su Dropbox (automaticamente quando le scatto) così risparmio memoria.
E l’NFC? Se c’è non fa male, ora non esiste, in un futuro prossimo sarà usato ovunque e per scopi numerosissimi.

Rimanete sintonizzati per la prossima parte della rubrica, per domani!

UA-20029821-1