Denuncia per violazione di brevetti, conseguente ban dalle vendite, 10 milioni di euro di bond per attuare il ban, attesa di un ricorso in appello. Vi risulta familiare? Samsung-Apple? Nessuno? NO! Le protagoniste di questo ennesimo teatrino non sono le solite, ma sono abbastanza inattese: Microsoft e Motorola. Il palcoscenico non è la transoceanica America, ma la vicina Germania. Sì, la stessa terra dove Apple ha ricevuto più volte un NO secco per le sue rimostranze.

Andiamo con ordine. Come mai questo caso è molto diverso dalla solita scaramuccia cupertino-corea?
Innanzitutto il motivo della contesa: si tratta di un brevetto sullo standard FAT, usato nelle memorie di massa. Brevetto appartentente a Microsoft, che pare non abbia ricevuto da Motorola alcun pagamento per l’utilizzo dello stesso. Siamo ben lontani quindi dai capricci di Apple, che si appella a brevetti di design totalmente inconsistenti.
Inoltre un comunicato di Microsoft dopo questa ingiunzione ci fa capire altre cose. La differenza di atteggiamento:
We already have an injunction against Motorola products in Germany as a result of a ruling on May 24, and today’s ruling serves to strengthen this injunction. In the long term, if Motorola wishes to sell products on the German market, it must either take a license or stop using the technology covered by our patents including the ones at issue in this week’s decisions.
Che tradotto:
Abbiamo già vinto un’ingiunzione contro Motorola in Germania il 24 Maggio, e quella di oggi serve a rafforzare quella vecchia. Nel lungo termine, se Motorola vuole continuare a vendere i propri prodotti in Germania, deve pagare una licenza per la tecnologia in uso o smettere di usarla e andare verso altre tecnologie.
Microsoft chiede che venga pagata una licenza per l’uso della propria tecnologia; Apple mandava mail minatorie ai negozi dei rivenditori che esponevano materiale bloccato da ingiunzione, in America. Non commento in altri modi.
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