Vi abbiamo detto dell’ingiunzione preliminare a carico di Samsung che prevede il divieto di vendita del Galaxy Nexus nel mercato statunitense scaturita dall’ennesima accusa di Apple in materia di brevetti.
Per chi usa twitter e google+ non è una novità il trend dell’hashtag #boycottapple. E’ la risposta degli utenti che si sono scocciati della assoluta noncuranza di Apple per la concorrenza e la sua mancanza di fair play. Tuttavia un hashtag può poco quando si tratta di sentenze giuridiche.
Ieri gli avvocati Samsung hanno presentato la cartella d’appello contro questa ingiunzione, come tutti ci aspettavamo. E sarà tutto nelle loro mani. Infatti sebbene il ban del Galaxy Nexus leda in prima istanza la Google stessa, essendo questo il suo smartphone di bandiera, essa non prenderà parte al procedimento.
I punti chiave dell’appello Samsung sono i seguenti:
- La decisione della Corte che la Apple soffra danni irreparabili per via del Galaxy Nexus è basata su prove insufficienti che Apple e Samsung siano competitori. (Samsung intende provare che essa e la Apple non siano in competizione, ma abbiano target differenti)
- L’ordine della Corte è inconsistente con le direttive della Federal Circuit, in quanto le perdite di mercato devono essere sostanziali. (Samsung sostiene che le perdite di Apple non siano sostanziali, e quindi la decisione della Corte sia illegittima. L’azienda coreana preme anche sul fatto che la perdita sostanziale deve essere dovuta alla feature del device incriminata, non alla presenza dello stesso nel mercato)
- La Corte ha sbagliato il suo giudizio riguardo il patent ’604. (Samsung sostiene che Siri e la ricerca approfondita di Android, che sarebbe lesiva nei confronti di Apple, siano feature differenti)
L’appello si sviluppa secondo questi ed altri 4 punti, che ho ritenuto poco importanti, in quanto per capire la linea di Samsung bastano questi. Cosa ne pensate? Riuscirà la Samsung a rispondere efficacemente alle accuse? Leggendo i punti di appello direi di sì. Ma io sono di parte…

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