Nexus 7 review

Mi piacerebbe fare una recensione io stesso del Nexus 7, il super mega tablet che Asus e Google hanno sfornato pochissimi giorni fa al Google I/O, ma per due motivi non posso: non possiedo un Nexus 7 e soprattutto non ho l’esperienza e la bravura nel fare questo genere di cose, sono ancora un articolista alle prime armi d’altr’onde. Però voglio ugualmente condividere questa recensione che i ragazzi di The Verge hanno scritto, la tradurrò e sintetizzerò qui, ci tengo a precisare che non è farina del mio sacco, ma vale la pena.

  • Hardware & Design

Dal punto di vista costruttivo il Nexus 7 è davvero ben fatto: lo schermo da 7 pollici è circondato da una cornice nera che si fonde perfettamente col nero del display LCD, a sua volta circondata da un cordolo di plastica cromata che da comunque l’idea di essere di duro, fiero metallo. La cornice più larga del solito rapportata alle dimensioni del display vero e proprio può sembrare un po’ eccessiva, tuttavia nella lettura di un qualsiasi tipo di contenuto si rivela utile, offrendo un appoggio, un qualcosa da cui poter tenere il tablet. Sarebbe difficile tenere con una sola mano un tablet senza questa cornice importante. Inoltre pare che questa scelta sia intenzionale piuttosto che dettata da esigenze hardware. Il retro è di gomma, dal tocco soffice e che offre un grip deciso. Da l’impressione di una solidità maggiore rispetto al suo diretto concorrente, il Kindle Fire, e tutti gli altri tablet in quella fascia di prezzo. Il tocco soft della cover posteriore vorrebbe imitare il feeling dei guanti da guida di Steve McQueen, e ci riesce.

Tenerlo in mano è piacevole, e sicuramente dà una idea di maggior solidità costruttiva e maggior qualità rispetto a tutti i tablet della fascia concorrenziale. L’unico appunto negativo è che premendo con forza sul display può dare adito al fenomeno di ondulazione, quello che si può constatare su tutti i normali LCD non protetti da un vetro molto spesso.

  • Sotto la scocca

Le spec hardware le conoscono tutti, sono state anche discusse in questo blog, quindi non ne parlerò. Lo storage è disponibile in due basi, da 8 e 16 GB, senza la possibilità di espanderlo con memorie esterne. E’ un problema? Forse, sappiamo che tutti gli ultimi prodotti, a partire da Apple e seguendo con Google e Microsoft, sono incentrati su un’idea di ecosistema cloud. Google offre una tonnellata di servizi come Google Drive, Picasa, e il Play Store oltre è provvisto di sezione Music, Movies, Books… Non ci sono moduli 3g-4g, quindi non sarà comunque tutto accessibile dalla nuvola. Questo può essere un mezzo problema, ma stiamo sempre parlando di un tablet dal costo massimo di 250 dollari (al momento).

La fotocamera è solo frontale, da 1.2 MP, e offre giusto la possibilità di video chiamate attraverso Google+ e servizi similari. Niente foto col tablet quindi, anche se fare foto casual con un tablet è una cosa piuttosto bizzarra…

  • Display

La risoluzione è 1280×800, che su una diagonale da 7 pollici significa una definizione di 216 ppi. Non siamo a livelli del Retina Display, ma non siamo troppo lontani. Come è lecito immaginare si tratta di un LCD, quindi i colori sono un po slavati, i contrasti non sono a livello di un Amoled, ma ci si può abituare e si può apprezzare la fedeltà dei colori, sempre un po’ “sparati” sui display con la suddetta tecnologia. Il display è protetto da un Corning Glass, che dovrebbe significare Gorilla Glass. L’angolo di visuale è ottimo, quindi se siete abituati a guardare gli schermi di lato non abbiate timore, l’esperienza è pienamente soddisfacente.

Le performance video sono eccellenti, “burrose”. Il gaming su giochi ottimizzati per Tegra 3 è meraviglioso. Il merito è senza dubbio dell’attività simultanea di Tegra 3 e GPU grazie al triplo buffer aggiunto in Jelly Bean. Tutto è velocissimo, instantaneo, e la risposta al tocco è micidiale. Tuttavia se bisogna fare un minimo appunto scrollando velocemente tra le pagine della home, ad esempio, a volte uno scroll si perde e si torna alla schermata da dove volevamo allontanarci. Pare tuttavia un problemino software, stiamo sempre parlando della 4.1.0, siamo aperti a millemila patch. Si noti che comunque è un problema davvero invisibile, è giusto per appuntare qualcosa.

  • Batteria

La prova è durata 6 ore di costante stress, navigazione, gioco, video, con luminosità al 65%. Niente di inatteso quindi, le tecnologie in gioco consumano quanto ci aspettavamo. Bisogna tenere conto che il Tegra 3 è provvisto del famoso companion chip, il quinto core a ridotto clock che funziona per attività meno onerose. Ciò comporta consumi minori sicuramente, ma meno prevedibili. Non sappiamo a priori infatti quando staremo sfruttando il companion, quando un singolo core a 1.3 GHz, o più core a 1.1 GHz. Parliamo sempre di piccolezze, alla fine è davvero improbabile che ci si debba trovare colti alla sprovvista da un eccessivo consumo momentaneo e dover ricorrere al caricabatterie.

  • Software

Si tratta essenzialmente di Jelly Bean, ne abbiamo già parlato qui. Jelly Bean è stata costruita in simbiosi col Nexus 7, o forse è il contrario. Fatto sta che siamo di fronte allo stato dell’arte dell’esperienza Android.

Se Android pagava dazio ad iOS per fluidità d’uso, ora siamo alla pari.

Se Android perdeva in quanto a ricchezza di animazioni e transizioni tra app, non è più così.

Se Android vi dava l’idea di essere già un sistema ben costruito e coeso, l’idea ne esce rafforzata.

  • Conclusioni

Google Nexus 7 non è un tablet eccellente da 200 dollari. E’ un tablet eccellente. Punto. Ne vale l’acquisto, lo raccomando a tutti, e non da utente Android affezionato, da tecnofilo alla ricerca del migliore oggetto sul mercato.

Ricordo che questa recensione è tratta da quella di The Verge. Buona continuazione!

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About the author
Sempre appassionato di tecnologia e soprattutto di open-source, tra l’altro orgoglioso possessore del vecchio OpenMoko Freerunner. Ora maneggia un Galaxy SII stressatissimo!
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